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Se sei un appassionato di vino, sicuramente avrai sentito parlare di vini DOC, DOP, IGT e IGP. Questi acronimi si trovano spesso sulle etichette delle bottiglie dei nostri vini italiani, ma cosa significano esattamente? E quali sono le differenze tra queste categorie? Scopriamolo insieme in questo articolo.
Le sigle indicano denominazioni d'origine o indicazioni geografiche e le relative menzioni italiane:
- DOC: sta per Denominazione di Origine Controllata
- DOP: sta per Denominazione di Origine Protetta
- IGT: è l'Indicazione Geografica Tipica
- IGP: significa Indicazione Geografica Protetta
Nel vino italiano DOC e DOCG sono menzioni tradizionali dei vini DOP, mentre IGT è la menzione tradizionale dei vini IGP. Non si tratta quindi di quattro classi distinte.
Le sigle italiane possono comparire in etichetta da sole o insieme alle corrispondenti indicazioni europee.
La distinzione fondamentale è fra DOP e IGP: cambiano il legame con il territorio e i requisiti previsti dai rispettivi disciplinari.
- Per i vini DOP, le uve provengono dalla zona geografica delimitata e la produzione vi avviene secondo il relativo disciplinare. DOC e DOCG sono le menzioni italiane di questa categoria.
- Per i vini IGP, almeno l'85% delle uve proviene dalla zona geografica delimitata; valgono anche requisiti di origine e produzione. IGT è la menzione italiana di questa categoria.
Le denominazioni DOP e le indicazioni IGP attestano il rispetto dei rispettivi disciplinari e il legame geografico previsto per ciascuna categoria.
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